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Vittoria Castiglioni
2017

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MALATTIA E VISITE DI CONTROLLO: LA GUIDA DELL'INPS 

L'INPS in data 26 luglio u.s. ha pubblicato, sul proprio sito internet, una Guida esplicativa sul funzionamento del certificato di malattia e delle visite di controllo.

 

Non vi sono novità, ma solo un riepilogo degli adempimenti, tra i quali rammentiamo quelli che seguono.

 

Tra i vari chiarimenti, l'Istituto ha ricordato che il certificato di malattia e l'attestato redatti su carta sono accettati solo quando non sia tecnicamente possibile la trasmissione telematica.

 

Il certificato cartaceo va consegnato all'Inps (o inviato con R/R) entro due giorni, solo per i lavoratori privati che hanno diritto all'indennità economica di malattia da parte dell'Istituto. Occorre sempre comunicare il corretto indirizzo di reperibilità e inviare l'attestato cartaceo anche al datore di lavoro (sempre entro due giorni, per i lavoratori privati che hanno diritto all'indennità economica di malattia INPS; entro i termini previsti dal contratto di lavoro, negli altri casi).

 

L'INPS, sulla base della normativa vigente, conferma che riconosce la prestazione di malattia, ai lavoratori assicurati per la specifica tutela previdenziale, soltanto dal giorno di rilascio del certificato. Il medico per legge non può giustificare giorni di assenza precedenti alla visita. Solo se si tratta di certificato redatto a seguito di visita domiciliare, l'INPS riconosce anche il giorno precedente alla redazione (solo se feriale), quando espressamente indicato dal medico.

Nei giorni festivi e prefestivi il lavoratore deve rivolgersi al medico di Continuità assistenziale per il rilascio del certificato di malattia sia per eventi insorti nei suddetti giorni sia per giustificare la continuazione di un evento certificato sino al venerdì.

È necessario tenere presente che il datore di lavoro potrebbe ritenere assente ingiustificato il lavoratore nei giorni non riconosciuti dall'INPS.

 

Il lavoratore deve prendere sempre nota del numero di protocollo del certificato (PUC) da trasmettere al datore di lavoro e può anche chiederne al medico una copia cartacea. Se lo richiede espressamente, il medico è tenuto ad inviare la medesima certificazione all’ indirizzo di posta elettronica personale del lavoratore (art. 7 della legge n. 221 del 17 dicembre 2012).

Il lavoratore è tenuto a controllare sempre la correttezza dei seguenti dati obbligatori, di cui è unico responsabile, per non correre il rischio che non venga indennizzato l’evento di malattia:

• dati anagrafici,

• indirizzo di reperibilità durante la malattia e ogni informazione ritenuta utile (specificando eventuale località, frazione, borgo, contrada, precisando se si tratta di via, piazza, vicolo e aggiungendo, se occorre, palazzina, residence…).

 

È inoltre importante che il lavoratore verifichi la corretta trasmissione del certificato telematico. A tale scopo, il lavoratore può visualizzare il proprio certificato e il proprio attestato (certificato privo di diagnosi) sul sito web www.inps.it, entrando con le credenziali personali nei servizi on line (codice fiscale e Pin o Spid per consultare il certificato; codice fiscale e numero di protocollo per consultare l’attestato).

 

Nei casi di ricovero o accesso al Pronto soccorso, il lavoratore deve richiedere alla Struttura ospedaliera il rilascio della certificazione attestante il periodo di degenza e l’eventuale successiva prognosi di malattia. Anche in tal caso l’interessato si deve assicurare che la trasmissione telematica sia stata regolarmente effettuata.

Qualora invece la Struttura Ospedaliera sia impossibilitata al rilascio del certificato telematico e consegni un certificato cartaceo, il lavoratore deve accertarsi che siano presenti tutti i dati fondamentali (dati anagrafici e codice fiscale del lavoratore, diagnosi in chiaro, data di dichiarato inizio malattia, data di rilascio del certificato, data di presunta fine malattia, se si tratta di  inizio, continuazione o ricaduta, visita ambulatoriale o domiciliare, residenza o domicilio abituale e domicilio di reperibilità durante la malattia) e deve provvedere all’invio dello stesso all’Inps e al datore di lavoro.

 

Se il lavoratore intende rientrare al lavoro prima della fine prognosi indicata sul certificato, deve chiedere al medico che ha redatto il certificato la RETTIFICA della prognosi, da inoltrare all’Inps attraverso il servizio di trasmissione telematica.

 

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