Il giardino dei ciliegi

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Prevention first

“Prevention first”

perchè lavorare senza stress è lavorare bene 

Il corso  coinvolge due ambiti ad elevata criticità per il benessere individuale "Il benessere individuale" e "L'educazione alimentare"​. Prevede tre date di quattro ore ciascuna.

Benessere mentale

sabato 29 febbraio

dalle ore 8:30 alle ore 12:30

Introduzione allo stress e al burnout e la loro circolarità nelle relazioni di accudimento. Aspetti cognitivi, neuropsicologioci ed emotivi dell'educazione nella relazione di aiuto.

Analisi funzionale per l'identificazione precoce dell''emergenza' emotiva

Relatore: Dott.ssa Alice Riva

neuropsicologa esperta nelle tecniche di valutazione cognitiva

Benessere mentale

sabato 7 marzo

dalle ore 8:30 alle ore 12:30

Tecniche comportamentali di gestione anti stress.

Feedback rispetto a quanto appreso e identificazione di strategie di prevenzione attraverso problem solving.

Relatore: Dott.ssa Alice Riva

neuropsicologa esperta nelle tecniche di valutazione cognitiva

Educazione alimentare

sabato 28 marzo

dalle ore 8:30 alle ore 12:30

Ritrovare la salute mangiando. Alimenti fonte di benessere e alleati della salute.

Cosa compro? Cosa mangio? Impariamo a costruire i pasti della giornata.

Relatore: Dott.ssa Monica Perego

nutrizionista

Gentile collega

Come ben sai il lavoro di educatrice necessita un elevato livello di coinvolgimento fisico, mentale ed emotivo in ogni momento della giornata lavorativa. E’ doveroso ricordare che le helping profession, le così dette professioni d’aiuto, sono le categorie più esposte allo sviluppo di problematiche legate allo stress.

All’educatrice sono richieste, oltre alle competenze professionali specifiche anche capacità trasversali e una certa padronanza della propria dimensione emotiva. Quando la relazione tra operatore e utente si configura emotivamente intensa, il professionista deve essere in grado di gestirla modulando le proprie emozioni e individuando un senso nella relazione all’interno del contesto lavorativo.

Quando questa capacità viene meno o anche solo si riduce, possono insorgere insicurezze rispetto al proprio ruolo sia professionale che individuale e il disagio può presentarsi con una sintomatologia psicologica, somatica e/o fisiologica con chiare conseguenze a livello personale che possono sfociare in problemi di gestione sia dell’utenza che dei colleghi. (Barbini et al.,2006)

Gli stati di burnout non sono infrequenti. Il termine burnout identifica precisamente la condizione di lento logorio dello stato psicofisico dell’operatore causato dalle difficoltà nel far fronte alle problematiche poste dalla propria quotidiana attività professionale. Tale condizione clinica si riversa inevitabilmente sia sull’efficacia lavorativa sia sulla sfera privata della persona e i sintomi più caratteristici sono: affaticamento, esaurimento, senso di fallimento, malessere globale e, come già detto, logoramento psicofisico. Se inizialmente le problematiche degli utenti sono prese sinceramente in considerazione, il lento scivolare nel burnout porta con sé nervosismo, irrequietezza, indifferenza e addirittura cinismo nei confronti delle persone cui presta assistenza e nei confronti dei colleghi.

Se, quindi, lo stress è lo squilibrio tra le risorse disponibili e le richieste interne e esterne, il burnout si identifica con il fallimento del processo di adattamento all’ambiente, una risposta adattiva inefficace allo stress lavorativo può infatti esistere stress senza burnout. La persona sviluppa quindi un meccanismo di difesa che porta con sé tutta una serie di comportamenti e atteggiamenti negativi o di indifferenza verso i colleghi e nei confronti dell’utenza (Pellegrino, 2009; Gabassi, 2008; Santinello & Negrisolo, 2009, Baiocco 2004). Campus M.E., Forresu C., Tronci L.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha sdoganato il burnout considerandolo ufficialmente una sindrome. Inizialmente l'agenzia speciale dell'ONU per la salute aveva lasciato intendere che si trattasse invece di una malattia dopo averlo inserito erroneamente per la prima vota nell'elenco delle malattie. Poi ha aggiustato il tiro e ha specificato che il burnout resta un fenomeno occupazionale (stress da lavoro) per il quale si può cercare una cura ma non è una condizione medica. (Il Messaggero- martedì 28 maggio 2019).

A noi datori di lavoro sta quindi il compito di prevenire l’innalzamento dei livelli di stress tra gli operatori favorendo un ambiente lavorativo funzionale all’esercizio della propria mansione, eaffiancando figure di supporto e fornendo strumenti che agevolino il mantenimento del benessere psico-fisico.

E’ in quest’ottica e nell’ambito del progetto di “Promozione alla salute” che Il Giardino dei Ciliegi porta avanti da anni, che proponiamo un percorso formativo interdisciplinare per operatori le cui mansioni sono ad elevato coinvolgimento fisico, psichico ed emotivo.

Il corso è tenuto in collaborazione con Abilitymed